sábado, 7 março, 2026
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Giorgio Armani morto a 91 anni: Donatella Versace celebra il suo eterno contributo alla moda

Giorgio Armani, icona della moda italiana, è morto all’età di 91 anni giovedì 4 settembre 2025 a Milano, lasciando un’eredità che ha trasformato l’industria della moda globale. La notizia, confermata dal gruppo Armani, ha rivelato che lo stilista è deceduto serenamente, circondato dai suoi cari, dopo aver lavorato instancabilmente fino agli ultimi giorni. Donatella Versace, ex direttrice creativa di Versace e figura di spicco nel panorama della moda, ha utilizzato i social media per rendere un commosso omaggio all’amico e rivale, sottolineando il suo genio e l’impatto duraturo. Armani, celebre per aver rivoluzionato la sartoria con il suo approccio destrutturato al completo maschile, lascia un patrimonio stimato in 8,6 miliardi di euro (circa 54 miliardi di reais) e un impero che spazia dalla moda ai profumi, dagli hotel al design d’interni. Una camera ardente sarà aperta al pubblico a Milano il 6 e 7 settembre, mentre il funerale sarà privato, come desiderava lo stilista.

Armani fondò il suo marchio omonimo nel 1975 insieme al compagno Sergio Galeotti, scomparso nel 1985. Nato a Piacenza, in Italia, l’11 luglio 1934, abbandonò gli studi di medicina per entrare nel mondo della moda come vetrinista presso il grande magazzino La Rinascente di Milano. La sua visione di un’eleganza minimalista e tagli fluidi conquistò il mondo, vestendo celebrità come Richard Gere in American Gigolo (1980) e Beyoncé, oltre a squadre sportive come il Chelsea FC.

Tappe principali della carriera di Armani:

Fondò Giorgio Armani nel 1975, rivoluzionando la moda maschile.

Lanciò Emporio Armani nel 1981, ampliando la portata del marchio.

Fu il primo stilista dopo Christian Dior a comparire sulla copertina di Time nel 1982.

Creò costumi iconici per film come The Untouchables (1987).

Costruì un impero con hotel, ristoranti e l’Armani/Teatro a Milano.

L’eredità di un visionario

Giorgio Armani ha ridefinito la moda con il suo approccio innovativo, in particolare attraverso la decostruzione del completo maschile, eliminando imbottiture e fodere per creare capi più leggeri e moderni. La sua estetica minimalista, caratterizzata da tonalità neutre come beige, grigio e blu, contrastava con lo stile audace e sensuale di marchi come Versace, guidato da Gianni e successivamente da Donatella Versace. Armani iniziò la sua carriera negli anni ’60 lavorando con Nino Cerruti, dove affinò le sue competenze sartoriali. Dopo aver fondato il suo marchio, lo espanse con linee come Armani Privé (alta moda), Armani Exchange (moda giovane) ed Emporio Armani (prêt-à-porter).

La sua influenza si estese a Hollywood, dove i suoi costumi per American Gigolo gli valsero riconoscimento globale, con Richard Gere che indossava i suoi completi eleganti. Armani vestì anche star come Robert DeNiro in The Untouchables e celebrità come Leonardo DiCaprio e Lady Gaga, consolidando il suo status di icona culturale.

Contributi oltre la moda:

Lanciò profumi di successo come Acqua Di Giò, tra i più venduti al mondo.

Aprì hotel di lusso a Milano e Dubai, oltre a ristoranti e l’Armani/Teatro.

Vietò l’uso di pellicce animali nelle sue collezioni dal 2016, promuovendo la sostenibilità.

Si impegnò in cause umanitarie, soprattutto per Milano, la sua città adottiva.

L’omaggio di Donatella Versace

Donatella Versace, che assunse la direzione creativa di Versace dopo l’assassinio del fratello Gianni nel 1997, ha reso omaggio ad Armani sui social media, scrivendo: “Il mondo ha perso un gigante oggi. Ha fatto la storia e sarà ricordato per sempre”. Dopo aver lasciato la direzione creativa di Versace a marzo 2025 per diventare ambasciatrice capo del marchio, Donatella ha elogiato la capacità di Armani di anticipare le tendenze. Nonostante una storica rivalità con Gianni Versace, alimentata da stili opposti, il suo omaggio del 2025 riflette un rispetto reciproco.

La relazione tra Armani e Versace non fu sempre priva di tensioni. Nel 2015, Armani suscitò polemiche definendo i design sensuali di Versace “di cattivo gusto”. Donatella rispose difendendo l’eredità del fratello e definendo i commenti “scortesi”. Tuttavia, il suo recente omaggio sottolinea una relazione maturata nel rispetto reciproco.

Ver essa foto no Instagram Uma publicação compartilhada por Donatella Versace (@donatella_versace)

Impatto sulla moda italiana

La morte di Armani segna la fine di un’era per la moda italiana, che aveva già perso Gianni Versace nel 1997. Il suo marchio, valutato oltre 2 miliardi di euro all’anno, rimane un simbolo dell’eccellenza del “made in Italy”. A differenza di molti colleghi, Armani resistette a fusioni, mantenendo il controllo creativo e finanziario, una rarità in un mercato dominato da conglomerati come LVMH e Capri Holdings.

Anche a 91 anni, Armani supervisionava le collezioni da remoto, mancando per la prima volta la Settimana della Moda Uomo di Milano a giugno 2025 per problemi di salute. I suoi design senza tempo, pensati per “invecchiare con grazia”, hanno influenzato generazioni di stilisti e consumatori.

Numeri che definiscono l’impero Armani:

Patrimonio personale stimato in 8,6 miliardi di euro (54 miliardi di reais).

Fatturato annuo del gruppo Armani: circa 2,3 miliardi di euro.

Oltre 50 anni di storia del marchio, fondato nel 1975.

Presenza globale con hotel, ristoranti e negozi a Parigi, Tokyo e New York.

Addio a Milano

Una camera ardente sarà allestita presso l’Armani/Teatro di Milano il 6 e 7 settembre, dalle 9:00 alle 18:00, per consentire a fan e colleghi di rendere omaggio. Il funerale, secondo i desideri di Armani, sarà privato, riservato ad amici e familiari. Milano, città che Armani ha contribuito a rendere capitale mondiale della moda, si prepara a onorare il suo lascito con tributi ed eventi speciali.

Personalità del mondo della moda e dello spettacolo hanno iniziato a esprimere cordoglio. La presentatrice italiana Simona Ventura ha scritto: “Giorgio, sei e sarai sempre il nostro re. Grazie per averci reso orgogliosi di essere italiani”. L’ex primo ministro italiano Paolo Gentiloni ha aggiunto: “Addio, Giorgio Armani. Hai rappresentato l’Italia con grande stile”.

Il futuro di Giorgio Armani

Con la morte di Armani, il futuro del marchio è incerto. Unico azionista e direttore creativo, non ha nominato pubblicamente un successore. In recenti interviste aveva accennato a piani di successione, ma senza dettagli. L’indipendenza del marchio, uno dei suoi tratti distintivi, potrebbe essere messa alla prova in un mercato competitivo. Gli esperti ipotizzano che conglomerati possano mostrare interesse, ma la famiglia e i dipendenti promettono di preservare i valori di Armani.

Lo stilista ha sempre sostenuto la qualità rispetto alle tendenze passeggere. In un’intervista a Harper’s Bazaar nel 2000, dichiarò: “La chiave è creare abiti eleganti, progettati per durare anni, non mesi”. Questa filosofia guiderà probabilmente il marchio in futuro.

Possibili scenari per il gruppo Armani:

Continuità sotto la gestione familiare, con la nipote Silvana Armani come possibile leader.

Nomina di un nuovo direttore creativo interno per preservare la visione di Armani.

Acquisizione da parte di un conglomerato di lusso, come accaduto con Versace.

Espansione di linee come Armani Exchange per attrarre la generazione Z.

Influenza globale e senza tempo

L’impatto di Armani va oltre la moda. Ha elevato Milano a polo mondiale del design con progetti come l’Armani/Silos, un museo dedicato alla sua opera, e l’Armani/Teatro, uno spazio culturale. Il suo impegno per la sostenibilità, con il divieto di pellicce, ha ispirato cambiamenti etici nel settore. Conosciuto per la sua discrezione personale, l’autenticità di Armani lo ha reso una figura ammirata.

L’omaggio di Donatella Versace riassume il sentimento del settore: Armani non è stato solo uno stilista, ma un visionario che ha plasmato la cultura contemporanea. La sua eredità vivrà sulle passerelle, sugli schermi cinematografici e nelle strade di Milano.

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